Il Comitato Bus Turistici Italiani trova una nuova casa di rappresentanza in Confimi Industria

Roma, 7 agosto 2020 - Il Comitato Bus Turistici Italiani entra a far parte di Confimi Industria trovando una nuova casa di rappresentanza e lobby.  Il neonato comitato infatti - primo raggruppamento di aziende del settore che riunisce oggi quasi 200 operatori e 6000 pullman – si è costituito proprio per fronteggiare l’emorragia economica generata dall’emergenza Covid che ha lasciato – e lascia tuttora – fermi in garage i mezzi del trasporto turistico e privato. 
 
Una categoria, come spiega Riccardo Verona presidente del comitato, danneggiata non solo dai provvedimenti - riconosciuti ovviamente indispensabili - per contrastare il virus, ma perché del tutto emarginata dalle misure per la ripartenza contenute nei decreti della cosiddetta Fase2.  
 
“Avevamo risposto speranze nel Decreto Rilancio perchè il settore era stato del tutto dimenticato per i primi mesi di emergenza e invece ancora oggi mancano interventi mirati e fondi certi” sottolinea Verona “i bus turistici sono stati tra i primi a fermarsi e verosimilmente saranno gli ultimi a ripartire, stiamo perdendo il 100% del fatturato, servono risorse importanti o più di un operatore sarà costretto a fermarsi definitivamente ai box”.
 
Un settore che, è il caso di dirlo, viaggia a stretto contatto con la comunità: i pullman raggiungono i luoghi d’interesse, percorrono quell’ultimo miglio spesso irraggiungibile diversamente, sono luogo di aggregazione e socialità, ed è bene ricordarlo in un simil periodo, sono luoghi sicuri.   
Il comitato bus turistici proprio come Confimi Industria vive su tutto il territorio nazionale e insieme alla confederazione si propone come interlocutore autorevole di istituzioni nazionali e regionali, forte dello strategico osservatorio turistico che detiene.
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