Manifatturiero italiano: le PMI sempre più 4.0

I dati dell’ultimo Osservatorio MECSPE sul primo semestre del 2018 confermano che il settore manifatturiero italiano si sta trasformando profondamente grazie alla svolta digitale, evolvendo in chiave 4.0.
Il report evidenzia, infatti, che negli ultimi anni il processo di digitalizzazione ha coinvolto oltre 6 aziende su 10, in un panorama che vede digitalizzata quasi la metà delle imprese (47,4%), interamente (37,8%) o anche solo in alcuni nodi (9,6%).
L’87,6% degli imprenditori intervistati ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunità tecnologiche e digitali sul mercato, mentre il 21,2% afferma che investirà nel 2018 tra il 10% e il 20% del proprio fatturato in ricerca e innovazione.
 
Il trend degli investimenti
Gli imprenditori confermano le intenzioni di investimento nelle nuove tecnologie abilitanti, già in larga parte adottate dalle PMI della meccanica e della subfornitura, che fino ad oggi hanno investito in sicurezza informatica (89,2%), connettività (79,7%), cloud computing (67,1%), robotica collaborativa (35,4%), simulazione (31%), big data (29,1%), produzione additiva (28,5%) l’Internet of Things (27,8%). La realtà aumentata è stata privilegiata dal 15,2%, così come i materiali intelligenti, mentre le nanotecnologie dal 7%.
L’importanza delle tecnologie nel processo di trasformazione digitale non mette in secondo piano la centralità del capitale umano: oltre la metà del campione (54,8%), infatti, ritiene che le persone abbiano sempre un ruolo fondamentale nei processi e che siano il vero driver del cambiamento. Per il 36%, invece, fondamentali sono le tecnologie ma solo se supportate da un’adeguata preparazione professionale.
Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE, commenta così la situazione: “Questo trend – il fatto che quasi 9 aziende su 10 si dicano disposte a investire nei prossimi anni nella trasformazione della loro impresa in una Fabbrica Intelligente ndr – indica grande attenzione e forte interesse nei confronti delle tecnologie abilitanti, percepite oramai in maniera diffusa come un utile strumento per migliorare sistemi e processi produttivi. La sfida che bisogna affrontare adesso è quella della formazione: occorre aumentare il livello di competenze digitali di tutti gli operatori del manifatturiero, affinché si possano cogliere, nel più efficace dei modi, le opportunità offerte dalla tecnologia”.
 
Le nuove figure professionali
Tra gli effetti positivi attesi di questa situazione, il 63,2% prevede che la trasformazione digitale porti fino al 15% di aumento dei ricavi, mentre il 71,2% prospetta lo stesso risultato per ciò che riguarda la riduzione dei costi.
Ma quali sono le figure professionali che stimoleranno e guideranno il processo di innovazione in azienda, rendendo possibili i risultati attesi? Per il 37,2% del campione intervistato, il driver principale del cambiamento sarà l’imprenditore. A seguire, il Direttore o il responsabile IT per il 14,9%, il Direttore tecnico per l’8,1%, il Direttore R&D per il 6,1%.
Saranno queste le figure principali fondamentali per superare la resistenza e il freno il freno al cambiamento che gli intervistati attribuiscono per il 46,2% all’incertezza del rapporto tra investimenti e benefici, all’arretratezza delle imprese con cui si collabora per il 43,1%, e che il 29,2% motiva con la mancanza di competenze interne.
 
 
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